venerdì 15 novembre 2013

Reggio Calabria: finisce la latitanza del pentito pentito- Arrestato Nino Lo Giudice.

L'ex 'ndranghetista pentito ,Nino Logiudice,detto il nano,e' stato arrestato,a Reggio Calabria,ponendo fine alla sua strana latitanza .

Lo  Giudice era scomparso  il 5 giugno da una località protetta in provincia di Macerata,inviando alla Procura di Reggio Calabria due memoriali nei quali,si rimangiava il suo pentimento,ritrattando le confessioni rese in precedenza ,con le quali aveva messo nei guai anche la propria famiglia.

Nei due nuovi memoriali ,inoltre,accusava magistrati e investigatori che,a suo dire ,l'avrebbero costretto a dichiarare il falso! "Una cricca "da lui definita che ,nella sua seconda versione,sarebbe stata composta dall'ex procuratore Pignatone, dall'aggiunto Michele Prestipino, dal sostituto Beatrice Ronchi e dall'ex capo della mobile Renato Cortese. 

 La questione ha alimentato veleni tra magistrati e ha gettato ombre inquietanti sul palazzo di giustizia. Ombre che non hanno risparmiato neanche la Direzione nazionale antimafia, prima con l'inchiesta (archiviata) nei confronti del vice procuratore Alberto Cisterna, sospettato di avere rapporti con la cosca Lo Giudice (e per questo trasferito al Tribunale civile di Tivoli), e poi con le accuse mosse a carico del sostituto Gianfranco Donadio..

Vari nodi ora devono essere sciolti.

Quale si rivelera' attendibile la prima o la seconda versione? e perché' Lo Giudice si è' dato alla latitanza?Forse con la sua scomparsa ha voluto proteggere la propria famiglia oppure ha temuto per la propria vita ,oppure non ha avuto il coraggio delle proprie affermazioni o forse delle proprie bugie??Tutte ipotesi che dovranno essere vagliate dagli inquirenti.

So che senza collaboratori di giustizia non avremmo potuto conoscere tante verità' sul l'organizzazione mafiosa ma è' vero anche che non va mai mai dimenticato che i cosiddetti "pentiti" non sono tali a seguito di drammi interiori ma collaborano con la giustizia per pura tornaconto,soldi compresi.

Lo Stato non può' permettersi di essere beffato  e finalmente lo Stato di diritto oggi a Reggio Calabria si è' presa la propria rivincita.

il mio Plauso al Procuratore della Repubblica Cafiero De Raho e a tutta la DDA,alla squadra mobile e al questore di Reggio Calabria e agli uomini dello Sco che sono intervenuti.