domenica 21 luglio 2019

Ti diranno di rimanere tra le righe. Tu esci, invece. Prenditi il tempo per pensare a quello che sei, alle emozioni e alla vita. #pensaerisorgi

Noi possiamo reciprocamente intenderci, ma quanto a interpretarci, ciascuno lo può solo ploer se stesso #HermannHesse


Sono  una persona  libera e tale voglio rimanere.
Lontani da me   schemi e condizionamenti.Non m'importa quello che il mondo puo' pensare e sono abituata a ragionare solo e soltanto con la mia testa. Non sopporto l'invadenza.
 Cosi' e'stato ... cosi' e'... e cosi' sara' sempre...Le paturnie le lascio agli altri,a chi se le crea,cosi' come lascio agli altri le sterili polemiche.Il mio tempo e' prezioso e cerco di non  sprecarlo.
Ho cose serie di cui occuparmi a casa mia e la vita non ci risparmia!Anche e sopratutto per questo cerco di afferrare il buono e il bello che c'e' quando c'e' e quando e'possibile,con le dovute distanze da tutto e da tutti.La serenita' va tutelata e non ha prezzo!Comunque sia andata questa vita e comunque vada, desidero sorriderle,fino a quando mi sara' concesso...

sabato 20 luglio 2019

"Non e' solo mafia"




Vanno bene gli arresti dei boss e soldati di 'ndrangheta,ma il quadro resta incompleto  senza esponenti della politica o della societa' civile che da sempre operano come fianchrggiatori o addirittura rappresentanti nelle Istituzioni o sono conniventi e complici nel tessuto sociale .Sappiamo da sempre che la vera forza dell',organizzazione e' la cosiddetta borghesia msfiosa incensurata ma fuunzionale.Le  indagini risalenti a 30/40 anni addietro ricostruiscono la storia ma il presente rischia di diventare passato remoto e non puo' essere tralasciato.
Le indagini andrebbero rivolte in tutte le direzioni,nessuna esclusa,questo lo pensiamo ancor di piu' oggi che ci troviamo a dover affrontare un  processo dopo anni spesi  senza esserci mai sottratti al dovere della denuncia ma credendo fermamente nella causa intrapresa.E di questi anni andiamo fieri...

La delegittimazione...un'arma distruttiva e letale nell'eliminazione di chi e' scomodo al "sistema"

La delegittimazione porta solitudine e isolamento che sono sempre stati l'anticamera della morte fisica o morale che sia.
Borsellino, come Falcone, comincio' a morire molto prima di quel 19 luglio 1992,con l'arma della delegittimazione.
Ad ucciderlo il tradimento di quello stesso Stato che lui aveva servito.

Quella casa in Via D'Amelio..



Ricordo con affetto e nostalgia gli anni 90, le giornate trascorse in quella casa in via D'Amelio a Palermo...#RitaBorsellino che in cucina era bravissima,suo marito Renato,Marta,Salvatore,Angelo ,nonno Nino sempre con tutti noi, Lina Lamattina,Letizia Calio',Nadia Furnari.Che bei tempi...tempi di #Resistenza...storia di questo Paese che abbiamo contribuito a costruire.
Dopo 27 anni,oggi,il primo 19 luglio senza #Rita❤

Hanno tradito mio padre anche da morto #FiammettaBorsellino Hanno provato ad uccidere mio padre anche da morto #adrianamusella

Palermo/Via D'Amelio 19 luglio 1992 Lo #scempio della mafia dei #collettibianchi, ancora oggi, coperti e impuniti dal "sistema"

 
I corpi degli agenti  disintegrati ,brandelli di carne alle inferriate dei balconi...
Di #PaoloBorsellino rimase un tronco carbonizzato senza braccia e senza gambe ,proprio come quello che rimase di mio padre,ucciso nella stessa identica maniera .
Nella memoria,il dolore si rinnova e nessuno potra' mai capire quanto!
Dimenticare e' impossibile...per noi orfani di una guerra che non e'mai finita.

Ma conviene poi,denunziare ed affidarsi alla #Giustizia?



E una domanda che ricorre spesso nella mia mente,da 
un po' di tempo.
Nel campo politico_sociale esistono tanti parolai  promossi a miti,che disquisiscono e sentenziano  senza aver mai firmato una sola denuncia.
Parole tante ,come tante le reverenze al potere , le cui stanze, essi stessi non disdegnano  .Cisono poi,gli illusi,quelli che credono ancora nella befana e babbo Natale (nella cui categoria rientro anch'io)che parlano ad alta voce ,senza filtro alcuno.Sono quelli che presentano esposti e denunce nei tribunali,quelli che forniscono prove,  osando sfidare i santuari.
E si,perche'finquando denunci i singoli malviventi o i loro sporchi giochi, puoi passare anche e,giustamente,da eroe ma quando ti azzardi a bloccare una rotella del sistema sei finito.Ma proprio questa e' la mafia!Potere e' morte scriveva il mio amico Gheratdo Colombo..
Questa la mia esperienza che,guardandomi intorno , purtroppo trova conferma.
Il #potere copre sempre il potere.Il sistema vince perche',ha addentellati ovunque,volendo sorvolare  sulle notizie di rapporti tra certi poteri .... certi "servizi" e certo giornalismo.
Le azioni di disturbo,non sono gradite!
Chi cerca di sollevare il coperchio ..irrimediabilmente rimane scottato!
E'una lotta impari! Eppure...personalmente...ho un  bisogno vitale di continuare a credere : credere che un giorno,quella Giustizia che mi hanno insegnato ad invocare,possa sollevare l'altra meta' del coperchio.
#Note
Alcuni #peccati all'attivo del mio operato nel sociale che, forse, con l'esperienza di oggi,non rifarei :
1)Tre amministrazioni cadute di cui l'ultima sciolta per mafia
2)Esposto e pubblica denunzia sulla gestione dei beni confiscati
3)Esposto su presunti legami tra massoneria deviata ,'ndrangheta e politica in Calabria.
4 ) Mancate candidature su pareri a noi richiesti da Organi superiori , di personaggi i cui amici di cordata e partito, oggi, hanno costituito gli Enti da loro rappresentati ,in ridicole e squallide parti civili nel noto procedimento a mio carico.(Basti pensare che nessuna Regione e nessun comune si e'costituito se non la Calabria, terra cui ho dedicato anni di vita e di impegno, nonche'un padre ucciso)
Al conto vanno aggiuntele tante risate soddisfatte che i mafiosi & C si sono,poi fatte alle mie spalle.
+

giovedì 19 aprile 2018

Nello Ruello,primo testimone di giustizia nella storia di ViboValentia,in Calabria,chiude la sua attivita

'.

Questa notizia aggiunge #tristezza a tristezza.
Dopo le intimidazioni ,Nello aveva riaperto il negozio all'insegna della Gerbera Gialla .
E' stato il nostro compagno di viaggio,di lotta e di testimonianza.
Quante le soddisfazioni ma anche le delusioni condivise.
Alcuni suoi concittadini si rifiutavano di entrare in quell'esercizio commerciale e tra quelli che acquistavano,c'era chi ,per quel fiore giallo dipinto sulle buste e messo in evidenza, rifiutava il sacchettino perche' troppo rischioso...Non potevano essere confusi loro con chi si opponeva alla 'ndrangheta...non c'entravano nulla con la Gerbera e la sua lotta.
Oggi,"tutto e' compiuto".
Il nostro tempo e' stato...il suo,come il mio.... ed e' stato un bel tempo .
Ci abbiamo creduto e abbiamo dato tanto...
Il nostro simbolo non morira' mai e il nostro impegno lo custodisce la storia.
Grazie Nello , per aver condiviso con noi il messaggio di quel fiore,grazie della tua amicizia,grazie per aver fatto della tua ,la nostra #resistenza.

Adriana Musella

martedì 17 aprile 2018

giovedì 5 aprile 2018

LA CHIAMANO NOSTALGIA

A volte vorrei tornare #indietro nel #tempo ... all'ingenuita' dell'#infanzia...l'incoscienza dell'#innocenza...a quella casa giu' al porto...e al profumo di limoni...a #carezze perdute e mai piu'ritrovate...

Adriana Musella

mercoledì 21 marzo 2018

...CERTE MORTI...

Il ricordo di alcuni uomini e di alcune morti va trasmesso perché possa trasformarsi in patrimonio comune.
A loro è stata riservata la parte più difficile, quella di morire.A noi resta un compito molto più facile: diffondere e tutelare quei valori in cui essi credevano e per i quali sono morti.
Il dolore è qualcosa di troppo intimo per metterlo in scena ma anche la sofferenza non può essere fine a se stessa.
Le tragedie e le loro conseguenze, sono parte del privato di ciascuna famiglia ma penso che certe morti appartengano alla società tutta.
Le vittime di mafia non gridano vendetta ma meritano giustizia, una giustizia, il più delle volte, loro negata. Sono circa 950 i morti per mano della criminalità organizzata.
Tra questi, 108 bambini.
Il 21 marzo, primo giorno di primavera, il loro riscatto nella memoria e nell'impegno di ciascuno di noi.
Nel calendario civile della Repubblica questo giorno è dedicato al loro ricordo, in un Paese che ha poca memoria.
Quel lungo elenco di nomi letto nelle piazze, parrocchie, scuole, riapre vecchie ferite mai rimarginate.
Noi familiari delle vittime di mafia siamo testimonianze di storie di vite spezzate, il cui icordo viene sollecitato ad uno Stato sordo. Alcuni come me, hanno imposto memoria, mettendosi in gioco, cercando di dare un senso a ciò che senso non ha, assumendo un preciso impegno nella società, per la società. Quando a morire sono uomini delle Istituzioni, le Istituzioni stesse li ricordano; ma se ad essere ucciso è un cittadino comune, i Palazzi sono distanti, assenti.
Ecco, allora, che nasce la necessità di trasformare la nostra memoria in memoria collettiva, renderla patrimonio comune.
Questo,il nostro impegno.
Un impegno che ha dato uno scopo alle nostre vite ma soprattutto a tante morti, vittime della barbarie mafiosa, esorcizzando una sofferenza senza fine. Loro erano sindacalisti, magistrati, giornalisti, imprenditori, professionisti, sacerdoti, bimbi innocenti, uccisi per vendetta o per aver visto troppo o semplicemente per sbaglio. Sono stati sottratti alle loro famiglie e uccisi per difendere i valori di Giustizia e Libertà.
Noi siamo i loro figli, padri, madri, fratelli, sorelle, la cui vita è stata arrestata, distrutta e reinventata. Siamo uniti da tragedie comuni. Il sangue ha lo stesso colore per tutti, le lacrime, lo stesso sapore. Una parte di noi se n'è andata con loro, l'altra è impegnata nel riscatto della mortificazione di un essere umano, la cui dignità di persona tuteleremo per sempre nella memoria che si è fatta impegno.
LE FERITE, CON GLI ANNI, SI RIMARGINANO, LE CICATRICI RESTANO.

Adriana Musella

21marzo... #MEMORIA #Vittimedimafia #GENNAROMUSELLA

#Ricordati di ricordare
coloro che caddero
lottando per costruire
un'altra storia
e un'altra terra
Ricordali uno per uno
perché il silenzio
non chiuda per sempre
la bocca dei morti
e dove non è arrivata la giustizia
arrivi la memoria
e sia più forte
della polvere
e della complicità

(Umberto Santino)

In America un film su #GianniVersace

Lo ricordo bene ,quando ragazzo aggiustava gli.orli agli abiti delle clienti (me compresa ,allora adolescente) nel negozio di sua mamma cui ripenso con grande affetto...Nella mente ,un vestito viola che I miei mi avevano regalato...E dopo, il trasferimento di Gianni a Milano,poi Santo e infine Donatella.La loro casa e il negozio esistono ancora a Reggio Calabria,ancora li'la fedele Norina .La incontro sempre in chiesa la domenica.Ho pianto quando Gianni e'stato ucciso.Non lo vedevo da anni,ormai,ma rappresentava un legame con la mia gioventu' e con una citta'da cui ,a volte bisogna fuggire per poter essere amati.....

PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE....#Assolta da tutte le accuse Carolina Girasole,ex sindaco antimafia di Isola Capo Rizzuto,dopo anni di.processo.... #LAVERITA'alla fine vince ..ma a quale #PREZZO?

domenica 11 febbraio 2018

Nel bel Paese bisogna farsi ammazzare.....per salvarsi dalla galera...

E' indagato per omicidio volontario il gioielliere che ieri sera ha ucciso con colpi di pistola uno dei tre rapinatori che hanno preso d'assalto il suo negozio a #Frattamaggiore (Napoli).

#Razzismo...?# Ma di #Pamela fatta a pezzi dai nigeriani ne vogliamo parlare?..#antirazzismo #Macerata

I nigeriani arrestati per l'omicidio di Pamela.
Due dei tre,richiedenti asilo.

#Antifascismo : Non credo che la #piazza sia il rimedio migliore. C'e'il serio #rischio di inasprire gli animi e innescare processi di #violenza.