lunedì 9 maggio 2016
Amo la pace, non come assenza, stagnazione di emozioni forti, ma come rispetto per gli altri, per le idee ed i pensieri che non sono uguali ai miei, ma che sono pur sempre figli di un'umanità variegata che ha il diritto di esprimersi...ma tanti hanno bisogno di sporcare i pensieri altrui, di annientarli con rabbia, livore, passando sopra le cose che ti appartengono e che sono figlie della tua vita, dei tuoi sogni, dei tuoi momenti faticosi di una vita che concede poco al sogno e molto alla cattiveria gratuita ed ogni giorno ho un livido in più. ...
domenica 8 maggio 2016
giovedì 5 maggio 2016
Quando ad uccidere è' la cosa pubblica......A REGGIO CALABRIA CON L'AMIANTO SULLA TESTA......MA IL COMUNE SI RENDE LATITANTE...........
REGGIO CALABRIA CON L'AMIANTO SULLA TESTA......
Il bene confiscato ,assegnato all'associazione Riferimenti dal Comune di Reggio Calabria, consta anche di una bella lastra di eternit,IN BELLA POSTA SUL TETTO.
Nonostante le denunzie effettuate all' amministrazione comunale ,proprietaria dell'immobile, e le varie richieste per un pronto intervento di smantellamento ,l'amianto e' ancora li' a minacciare la salute pubblica.
Abbiamo provato più' volte a responsabilizzare l'Amministrazione comunale ma invano.......
SI PUÒ' UCCIDERE IN TANTI MODI......L'eternit è uno dei tanti ma agli amministratori di Reggio Calabria non importa.
Il bene confiscato ,assegnato all'associazione Riferimenti dal Comune di Reggio Calabria, consta anche di una bella lastra di eternit,IN BELLA POSTA SUL TETTO.
Nonostante le denunzie effettuate all' amministrazione comunale ,proprietaria dell'immobile, e le varie richieste per un pronto intervento di smantellamento ,l'amianto e' ancora li' a minacciare la salute pubblica.
Abbiamo provato più' volte a responsabilizzare l'Amministrazione comunale ma invano.......
SI PUÒ' UCCIDERE IN TANTI MODI......L'eternit è uno dei tanti ma agli amministratori di Reggio Calabria non importa.
Il comune di Limbadi si conferma feudo incontrastato della cosca più' potente della 'ndrangheta calabrese...i Mancuso....
Rapporti 'ndrangheta politica.
Chiesto lo scioglimento del comune di Limbadi....
Chiesto lo scioglimento del comune di Limbadi....
martedì 3 maggio 2016
Memoria........Moriva cosi' Gennaro Musella......mio padre.....
Quel giorno, Gennaro Musella, scese come al solito di casa, solo per un fortuito caso, senza la compagnia del caro nipotino Saverio,mio figlio, che ogni mattina era solito accompagnare a scuola.
Qualche giorno dopo, avremmo dovuto felicemente festeggiare il suo compleanno, ma non avevamo fatto i conti con il destino crudele.
Erano le otto e venti del 3 maggio1982:
Pochi metri, l'apertura della portiera, la messa in moto , il boato assordante .
La città tremò come scossa da un terremoto : mio padre veniva disintegrato da una potentissima carica di tritolo posizionata sotto il sedile di guida.
Il buio pesto, livide fiamme di fuoco, l'auto si accartocciò su se stessa,volando in aria per poi tornare al suolo , mentre l'urlo straziante della gente in strada si alzava in cielo, come grido lacerante di dolore.
Sull'asfalto si formò una voragine che ancora oggi ,quando piove molto, riaffiora.
Una colonna di fumo nero, fitto, saliva verso il cielo, circondando gli edifici ,mentre del corpo dilaniato e sventrato dell'uomo, non esisteva più nulla.
I suoi occhi spalancati sembravano essere quasi increduli.
Di lui rimase solo un tronco monco ;il cervello spappolato fu trovato appiccicato sul muro di un edificio della via antistante,una mano raccolta sull'asfalto.
Moriva così mio padre, Gennaro Musella, moriva in una terra non sua ma che aveva imparato ad amare.
Dopo appena due giorni, avrebbe compiuto 57 anni.
In un attimo di follia,.la distruzione di un corpo,di una vita,di una famiglia che da ieri ad oggi non ha smesso mai di pagare le conseguenze di quella tragedia.
Qualche giorno dopo, avremmo dovuto felicemente festeggiare il suo compleanno, ma non avevamo fatto i conti con il destino crudele.
Erano le otto e venti del 3 maggio1982:
Pochi metri, l'apertura della portiera, la messa in moto , il boato assordante .
La città tremò come scossa da un terremoto : mio padre veniva disintegrato da una potentissima carica di tritolo posizionata sotto il sedile di guida.
Il buio pesto, livide fiamme di fuoco, l'auto si accartocciò su se stessa,volando in aria per poi tornare al suolo , mentre l'urlo straziante della gente in strada si alzava in cielo, come grido lacerante di dolore.
Sull'asfalto si formò una voragine che ancora oggi ,quando piove molto, riaffiora.
Una colonna di fumo nero, fitto, saliva verso il cielo, circondando gli edifici ,mentre del corpo dilaniato e sventrato dell'uomo, non esisteva più nulla.
I suoi occhi spalancati sembravano essere quasi increduli.
Di lui rimase solo un tronco monco ;il cervello spappolato fu trovato appiccicato sul muro di un edificio della via antistante,una mano raccolta sull'asfalto.
Moriva così mio padre, Gennaro Musella, moriva in una terra non sua ma che aveva imparato ad amare.
Dopo appena due giorni, avrebbe compiuto 57 anni.
In un attimo di follia,.la distruzione di un corpo,di una vita,di una famiglia che da ieri ad oggi non ha smesso mai di pagare le conseguenze di quella tragedia.
lunedì 2 maggio 2016
domenica 1 maggio 2016
"MORIRE DI MAGGIO.......CI VUOLE TANTO .....TROPPO CORAGGIO"
Maggio racchiude una contraddizione intrinseca essendo il mese della rinascita ma nel contempo,riportando alla mente quasi in ogni suo giorno un eccidio,dalla strage di Portella delle Ginestre a Scaglione,da Gennaro Musella al capitano Basile , da Peppino Impastato a Simonetta Lamberti,da Falcone e le vittime della strage di Capaci a quelle dei Georgofili,da Gianluca Congiusta alla piccola Mariangela Ansalone ........
venerdì 29 aprile 2016
giovedì 28 aprile 2016
mercoledì 27 aprile 2016
E se ne andava con il suo fardello amaro di solitudine e silenzi infiniti, per quelle vie tortuose dell'anima che sono a senso unico...ferite profonde che nessun canto può guarire.Lei stava lì, impotente ed assurda nelle sue speranze di arrestare quei passi volti al baratro, sola e muta con un dolore di pietra sui polsi sottili a cui non si risparmiavano le fatiche del quotidiano. Aveva sfidato il cielo con i suoi sogni di riscatto, ma le lacrime le restituì vano il dolore antico di una vita senza fuga....
martedì 26 aprile 2016
Il destino burlone.......
È' sorprendente notare quanto il destino a volte,si diverta con la vita di una famiglia per cui ci si ritrova a distanza di anni ad essere ancora vittima dello stesso carnefice .....come se non bastasse ,ancora una volta cognomi che stranamente ritornano ad incrociarsi ...tra tragedie vecchie e nuove ...
lunedì 25 aprile 2016
domenica 24 aprile 2016
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