lunedì 2 dicembre 2013

Memoria


Palmina Martinelli aveva solo 14 anni, viveva a Fasano (BR). Fu arsa viva. Venne trovata ancora in fiamme dal fratello maggiore, Antonio, che rientrando sentì odore di bruciato e i suoi deboli lamenti. Palmina aveva cercato di spegnere il fuoco sotto la doccia, ma in quel momento mancava l'acqua. Il fratello la caricò in auto, portandola subito in ospedale. Morì dopo 22 giorni di sofferenza a causa della gravità e l'estensione delle ustioni. Prima che morisse, un magistrato, munito di registratore, la interrogò, chiedendo cosa fosse successo e chi fosse stato. La ragazza era lucida, ancora in grado di capire e di rispondere, anche se con una voce appena percettibile, rispose "Alcool e fiammifero" e fece i nomi di due ragazzi all'epoca circa ventenni. Di uno dei due, fece anche il cognome ed era il ragazzo di cui si era innamorata. Dell'altro, rispose "Non so", conosceva solo il nome. I due volevano costringerla a prostituirsi e lei si era fermamente opposta.
 Pochi giorni dopo le sue dichiarazioni, il 2 dicembre, morì. Il processo davanti alla Corte d'Assise di Bari iniziò il 28 novembre del 1983 e si concluse il 22 dicembre dello stesso anno con l'assoluzione degli imputati principali per insufficienza di prove. La Corte, per esclusione, avvalorò l'ipotesi del suicidio.: Palmina si sarebbe data fuoco da sola". Contro la sentenza di primo grado, il Pm propose impugnazione. Ma ciò non servì a modificare il verdetto, confermato sia in Appello che in Cassazione.
Un destino disumano, quello di Palmina, che sconvolse l’opinione pubblica italiana e che tutt’ora lascia un profondo dolore e inquietanti dubbi.

Mi chiedo avra' mai giustizia Palmina?

IL MARE D'INVERNO

La costa ionica della Calabria sommersa dalle onde .

Riflessione


Quando trascuri ciò che ami e perché dai priorità ad altro. Ma quando capirai quello che hai perso, dovrai accontentarti di quello che passa.


Hannukkah

Hannukkah è la festa della luce che sconfigge le tenebre. 
Chag Hannukkah Sameach!


Ultimo

L'antimafia deve essere il popolo e deve essere combattuta per la strada, lontano dai palazzi e dai salotti. E soprattutto non deve essere un mezzo per fare carriera.

Foto: L'antimafia deve essere il popolo e deve essere combattuta per la strada, lontano dai palazzi e dai salotti. E soprattutto non deve essere un mezzo per fare carriera.  -ULTIMO-

Papa Francesco la notte in incognito visita i senzatetto

Quando Papa Francesco lo scorso agosto lo ha nominato Elemosiniere pontificio elevandolo al rango di arcivescovo, gli ha detto chiaramente: «Non ti voglio vedere seduto alla scrivania. La puoi pure vendere». Konrad Krajewski, polacco, 50 anni, non vuole essere chiamato Eccellenza, come gli spetterebbe. Per tutti, a partire dal Papa, è "padre Corrado". 

Volto noto in tv perchè per molti anni è stato vice-cerimoniere papale e quindi appariva dietro i pontefici durante le celebrazioni. Oggi il suo ruolo è cambiato: deve andare in mezzo alla gente, ai poveri, e portare aiuti ma anche solo parole di conforto o una preghiera o una pacca sulla spalla, come già faceva sotto il colonnato del Bernini in anni passati. Lo ha fatto a Lampedusa nei giorni tragici della strage di migranti morti a pochi metri dalla riva («sono morti nel rispetto della legge, non potevano essere soccorsi dai pescatori» ha detto senza timori), ma lo fa spesso durante la notte, quando esce con la Fiat Cubo bianca a portare aiuti ai senzatetto e agli immigrati, accompagnato dai militari della Guardia Svizzera, fuori servizio. 

«Ormai non lo dico più al Papa che la sera vado in giro per città di Roma, altrimenti vuole venire....». Ma è venuto? Padre Corrado sorride, scherza dicendo di fargli un'altra domanda, e nel silenzio c'è la conferma di quanto già girava da tempo: Papa Bergoglio qualche volta, in incognito, la sera va in giro per la sua città, dove è vescovo. Un po' come faceva anche Karol Wojtyla, di solito il martedì, a quanto raccontano i beni informati.

L'Elemosineria è l'ufficio della Santa Sede che il ha compito di esercitare la carità verso i poveri, a nome diretto del Papa: la funzione risale al 1198, e nel corso dei secoli vari Papi se ne sono occupati. Ultimamente era un ufficio in cui venivano destinati dei prelati a fine carriera (non per il predecessore di Krajenski, Guido Pozzo, rimasto nella funzione pochi mesi per passare poi ad altro incarico). 

I soldi per la piccola carità del Papa, a cui giungono ogni giorno molte richieste, arrivano sia dall'attività delle "pergamene" - le benedizioni papali scritte su carta pregiata per matrimioni, battesimi e altre ricorrenze, circa 250mila all'anno - sia per donazioni effettuate ad hoc. «Il Papa quasi tutte le mattina mi fa avere un busta con le richieste, spesso sopra c'è scritto: te sai cosa devi fare». Le offerte sono di piccola entità - da 100 a 1000 euro, in genere - e sono tutte controllate dai parroci, che ne certificano l'autenticità e consegnano materialmente il denaro. 

Lo scorso anno sono state distribuiti aiuti per un milione, spalmato in 6.500 offerte, ma da tempo queste cifre stanno crescendo in modo esponenziale. «Hai bisogno di soldi?» chiede via via il Papa a a padre Corrado, che a Lampedusa nei giorni tragici di ottobre, condividendo il tempo con i sommozzatori di Carabinieri, Polizia, Finanza e Guardia costiera («erano sbalorditi, nessuno si era mai interessato a loro, io l'ho fatto ma a nome del Papa») ha distribuito oltre ad altri tipi di aiuto anche diverse migliaia di schede telefoniche con i cui i migranti hanno potuto contattare le loro famiglie di origione. Tra l'altro è stato l'esecutore dell'operazione "Misericordina", la scatoletta distribuita a San Pietro qualche domenica fa con dentro un rosario: il costo è stato coperto da una donazione. 

«La carità - dice - è un atto che ci deve privare di qualcosa, ci deve costare. Non è carità privarci di qualcosa che non ci serve più, o dare in beneficienza i beni dopo la nostra morte». 

E spiega con un fatto che gli è capitato. «Un cardinale mi ha detto che ogni giorno quando passa per Via della Conciliazione dà a un povero due o tre euro. Ma io gli ho detto che per lui quelle monete sono nulla. Perchè, gli ho chiesto, non fa salire il povero a casa sua e magari lo porta in uno dei tre bagni dell'appartamento e lo lava?». Non ha raccontato come il porporato ha reagito.


Voglia di Parigi !

Come vorrei volare a Parigi !
Ogni volta che ci torno ,provo sempre le stesse emozioni e lo stesso entusiasmo della prima volta.
Credo che sia la città' che più' ami al mondo.
Una città' che mi ha visto felice e innamorata ,che ho imparato a conoscere e ad amare nei suoi mille volti , una città' dove cerco rifugio negli attimi difficili della mia vita,quando un desiderio inspiegabile mi spinge a ritornarci
Sara' l'illusione di ritrovare una felicità' vissuta che sembra riapparire tra le sue mille luci,i suoi colori, l'aria magica che si respira.
Il suo e' un fascino senza tempo.
Parigi e' un enorme palcoscenico con un'infinita' di scenari per tutti.
Parigi e' vita che si agguanta nei momenti di ebbrezza ma anche in quelli in cui si ha bisogno di convincersi che non è' finita,quando qualcosa dentro di noi si è' spento.
Ed e' proprio allora,come ora ,che avverto il suo richiamo !

domenica 1 dicembre 2013

Il silenzio ha la voce dei ricordi !

Un amore grande non si cancella;quando meno te lo aspetti,dal cassetto dei ricordi riaffiora con forza e colma il cuore di rimpianti anche se non vuoi anche se credi di essertene liberato e poterne fare a meno.
Nella vita non è' facile incontrarlo ma se dovesse capitarti,sappi che la fortuna non busserà' due volte alla tua porta.
Niente mai sarà' in grado di sostituirlo.

Antonino Caponnetto

E' un simbolo della lotta alla criminalità organizzata, il giudice Antonino Caponnetto, padre del pool antimafia di Palermo, composto da Falcone, Borsellino, Di Lello e Guarnotta, che negli anni '80 istruì e portò a conclusione il maxi processo alla mafia.
Fu testimone della lotta per la legalità attraverso un impegno che lo vide, negli ultimi anni della sua vita, percorrere tutta l'Italia per incontrare gli studenti sui temi della giustizia e della legalità.

Fondamentale il mio incontro con lui.

E' stato un secondo padre e un maestro.

Fu lui ad insegnarmi a parlare ai ragazzi e a convincermi che le battaglie in cui si crede, non saranno mai perse.

Per me,come per altri intimi,era" nonno Nino".

 

Caponnetto scese in Calabria, legittimando il mio impegno,quando si diceva che la mafia non esisteva ed io venivo additata quasi come una visionaria.

Abbiamo girato insieme le scuole di ogni provincia e fondato Riferimenti, un coordinamento antimafia di uomini e donne pronti a dare testimonianza nella società e per la società,testimonianza non solo di sopraffazione e violenza vissuta ma, anche e soprattutto, di reazione.


 Il 2 maggio 1993,a dieci anni dall'uccisione di mio padre,  la prima grande manifestazione antimafia ..

A ogni partecipante  fu consegnato   un fiore, poi depositato sul luogo della strage ; era un 

fiore dallo stelo forte e robusto ,come l'impegno di chi vive in trincea,dal colore giallo, solare come la speranza di un mondo migliore .

Nasceva la Gerbera Gialla, per poi diventare il fiore simbolo della lotta alla mafia,col suo messaggio di memoria e riscatto.




sabato 30 novembre 2013

Grazie al professor Alberto Luini e al suo staff

Il mensile di benessere Starbene e Ieo, l'Istituto Europeo di Oncologia, lavoreranno insieme per un progetto dedicato alla salute delle donne. 
Sul nuovo numero del magazine, in edicola sabato 30 novembre, e a partire da dicembre su www.starbene.it verrà dedicato uno spazio al dialogo tra i lettori e gli specialisti di Ieo, per fornire alle donne notizie anche in tempo reale sulla prevenzione e la cura dei tumori al seno.

Ciò sarà possibile grazie alla collaborazione con un équipe medica di fama internazionale.
Le donne hanno bisogno di un aiuto e rassicurazioni quando si trovano davanti a scelte importanti: dai dubbi sulla reale necessità di fare una chemio, ai nuovi farmaci anti-tumorali, dagli esami meno invasivi a quelli più efficaci e 'su misura'. 
Per questo motivo, a partire da questo mese, la dottoressa Maria Giovanna Luini e gli altri medici di Ieo risponderanno in uno spazio fisso sul giornale e tutti i giorni sul forum di Starbene.it.
I medici di Ieo coinvolti nel progetto con Starbene sono i migliori specialisti dello staff presieduto dal Professor Alberto Luini, direttore della divisione di senologia.

Golden Gate,lo splendido ponte di San Francisco

Le mani della mafia sul pallone


Riciclaggio di soldi mediante sponsorizzazioni, partite truccate, scommesse clandestine e legali fondi neri; totonero e doping il grande affare del mondo ultra', le "mani" sulle scuole calcio. 

Dalla Lombardia alla Calabria. 

 Oggi i clan guardano al mondo del calcio, controllano il calcio scommesse, condizionano le partite, usano il calcio per cimentare legami della politica, riciclano soldi. 

Le inchieste della magistratura, le intercettazioni telefoniche, la cronaca quotidiana dimostrano come anche nel football è presente un alfabeto dell'illegalità tutto italiano, con pertinenze anche straniere: 'ndrangheta, camorra, cosa nostra, sacra corona unita , tutte attive ed operative nel corrompere quella che sembrava apparentemente un'isola felice e che viene interpretata come un enorme affare.  

Le mafie usano il calcio giovanile per arruolare nuova manovalanza. Possedere una squadra di calcio rappresenta in tante realtà un fiore all'occhiello, una testimonianza di prestigio e soprattutto strumento di controllo del territorio. " Partite aggiustate, vorticoso giro di scommesse in mano alla criminalità. Soldi che le mafie investono nell'edilizia, nei grandi appalti, nella droga. 

L'illegalità nel calcio è più facile da nascondere perché pochi sono i riflettori accesi sul fenomeno e perché difficilmente si sospetta di riciclaggio. Sicilia, Calabria, Campania, Puglia le capitali delle mafie nel pallone.

Il malocchio

Il malocchioIl Malocchio è una pratica malefica che affonda le sue radici nel passato più remoto; le modalità di trasmissione,  passa dallo sguardo al pensiero negativo  che abbia la capacità di trasmettere all'esterno le forze nascoste nel corpo.

Il potere viene attribuito soprattutto agli esseri umani sospettati di stregoneria o a chi vuole fortemente il male di una persona o di una situazione felice.

I sintomi del malocchio sono, a livello fisico, mal di testa frequenti ,confusione, cattivo umore e sindrome depressiva; possono  accadere degli eventi negativi spesso all'interno della famiglia, come ad esempio un immotivato abbandono da parte del partner, un guasto alla macchina o eventi di estrema gravità .  
il Rito Magico o religioso contro il Malocchio elimina tale influenza ripulendo l'Aura, riportando il soggetto nello stato psicofisico di prima, cessando immediatamente gli eventi nefasti di cui era vittima .


venerdì 29 novembre 2013

Perdersi per Ritrovarsi

Per ritrovarsi....bisogna avere prima il coraggio di perdersi e toccare il fondo

Etna : tremano Sicilia e Calabria

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Si e' intensificata  l'eruzione dell'Etna durata oltre 3 ore, con fontane di lava altissime, boati impressionanti e un tremore vulcanico che ha superato addirittura i livelli pazzeschi raggiunti in precedenza.
 I boati molto molto forti sono stati avvertiti persino nella Calabria meridionale, dove la terra ha tremato come se ci fosse un terremoto. Sembra che in questo momento,35 vulcani nel mondo eruttano in contemporanea


RITRATTO DI DONNA



Senza parole
gli occhi raccontano
di solitarie canzoni
portate dal vento
di antiche tristezze
di supreme
e coraggiose rinunce
di amori deludenti fuggiti
sopra il tetto del tempo
incapaci di penetrare
il muro dell'anima
far cadere i veli
che l'avvolgono
nella danza dell'amore.

Eroi senza gloria
e senza barba
fuggiti dai piatti instabili
della bilancia, per paura
che la virilità perdesse peso
lasciandoti ad oscillare
nell'eterno dubbio
col sorriso dipinto
su quel muscolo atrofizzato
le mani troppo stanche
per reggere carezze
la mente persa a segnare
croci, sull'arida, indifferente
lavagna del cuore.




Quando arriva la crisi...

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. 
La crisi può  rivelar si  positiva ,quando arriva, se stimola soluzioni alternative.
La via d'uscita dal tunnel  nasce dal l'angoscia e dalla consapevolezza dei propri errori come il giorno nasce dalla notte oscura.
 Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'. 
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, si violenta e non risolve i problemi . 
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. 
L'unica crisi pericolosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.
" Albert Einstein"


Amore,odio,indifferenza

Quando l'amore si trasforma in odio,e' solo travestito e non finito.
Il vero problema e' quando subentra l'indifferenza; in quel caso non c'è' più' niente da fare,se n'è' andato.

ABRAHAM LINCOLN


LETTERA DI ABRAHAM LINCOLN ALL'INSEGNANTE DI SUO FIGLIO

Professore, lei dovrà insegnare al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità;
ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c'è un eroe, per ogni egoista c'è un leader generoso.
Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico
e che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata.
Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall'invidia
e gli faccia riconoscere l'allegria profonda di un sorriso silenzioso.
Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo,
i fiori nei campi, le colline e le valli.
Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria,
gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti.
Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e
a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri.
Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo.
Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono.
Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione.
Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l'acciaio.
Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso.
Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore ed anche in se stesso, perché solo così può avere fiducia negli uomini.
So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, caro maestro.


giovedì 28 novembre 2013

Oggi si è' spento il sole !

Inviato da iPad