Siamo alla ristampa per il volume "Vittima di mafia ,nome comune di persona" , scritto da Salvatore Ulisse di Palma ,in memoria di Gennaro Musella.
Il libro ,distribuito in scuole e librerie di tutta Italia ,e' stato in effetti un lavoro a quattro mani,che insieme a Di Palma ho curato e portato a termine.
Alcuni capitoli sono scritti da me ,altri da lui ma c'e' da dire che il testo e' frutto unicamente della caparbieta ' di Ulisse di Palma che tanto ha creduto in questa iniziativa.
L'esaurimento delle copie e le richieste pervenute al Coordinamento antimafia ,ci hanno sollecitato ad una riedizione e la tipografia Gutenberg di Fisciano con Andrea Landi ha provveduto alla ristampa.
Gennaro Musella vive attraverso le pagine di questo libro che continuera' a portarlo nel cuore di tanti .......Grazie Ulisse.....Questa e' una delle tante cose che insieme abbiamo realizzato..... e che testimonia ,insieme al resto ,l'affetto e la profondita' del rapporto che ci ha unito.
mercoledì 21 gennaio 2015
C'e' chi nella vita si veste di abiti che non sono suoi;vuole apparire come non e' e recita la propria parte sul grande palcoscenico della quotidianita'. Per opportunita' ,interesse,per compiacere altri.....calpesta il suo vero sentire,tradisce il suo passato,camuffa e rinnega i propri sentimenti.......A quest'esemplare che forse deve chiedere agli altri anche il coraggio di respirare,non essendo dotato di autonomia alcuna ne' liberta' di espressione........va rinfrescata la memoria per mostrare a chi da lui disinformato ,l'essenza delle cose . La storia di un individuo non si cancella,non si nasconde,perche' ne e' parte integrante........Chi rinnega cio' che e' stato e i propri sentimenti .....non e' che una comparsa in un mondo improvvisato ma certo non suo.Questo,specialmente quando una storia e' stata troppo grande per essere ignorata.....Comunque resta scritta agli atti di un mondo che ha visto e ben conosce la verita'......
L'Ombra è la parte di noi che dobbiamo riconoscere e integrare poiché senza di essa non saremo completi.
martedì 20 gennaio 2015
Dall'album dei ricordi..............
Frank Sinatra- My way - YouTube
https://m.youtube.com/watch?v=w-U440tU5CAlunedì 19 gennaio 2015
domenica 18 gennaio 2015
Quando vivi in un luogo a lungo sempre lo stesso e stai sempre tra le medesime cose ,e persone,compi quasi meccanicamente sempre le stesse azioni.......rischi di diventare cieco e limitato perche' non hai modo di confrontarti,osservare ed apprendere piu' nulla.....Io viaggio per non diventare cosi' .....sarebbe come morire.....ed io,invece voglio vivere.....
AM
La dipendenza affettiva
È vero: l'amore ci rende sempre dipendenti. È il bello di questa esperienza travolgente e straordinaria. Diventiamo un po' esagerati e morbosi, perché senza l'altro non possiamo stare, non sopravviviamo, ci manca qualcosa. Entriamo l'uno nell'altro, ci riempiamo, ci facciamo sommergere. A volte ci incastriamo. Del resto avere un legame significa "essere legato" a qualcuno.
E cosi'quando siamo strappati da rapporti importanti, inevitabilmente soffriamo.
In questo senso siamo sempre dipendenti nell'amore.
Ma spesso le cose si complicano. Non siamo mai così privi di difese, come nel momento in cui amiamo rifletteva Freud, perché nell'amore mettiamo le parti più fragili di noi. Queste possono non essere abbastanza organizzate e quindi renderci estremamente vulnerabili, alla ricerca disperata di un riconoscimento affettivo, di un amore incondizionato, quello che non abbiamo mai avuto. Tentiamo di saldare crediti emotivi che appartengono ad esperienze che affondano nel passato. Qualcuno non ci ha amato abbastanza, ci ha detto che non valiamo, che dobbiamo fare di tutto per meritarci l'affetto. Abbandono, rifiuto, svalutazione, li abbiamo già conosciuti.
E allora ci tormentiamo nell'illusione di poter cambiare le cose .Ci aggrappiamo ad una storia alimentandoci del rifiuto, negando noi stesse, imprigionate nell'assurda convinzione di farsi amare da chi ,invece ci dimostra l'esatto contrario.
Diventiamo "drogate" di relazioni tossiche, dipendenti affettivamente, nonostante ci facciano stare male .
Affondiamo in una condizione di disperazione, paura, incertezza ,insoddisfazione,dalla quale non riusciamo a sottrarci.
Il cammino per sottrarsi ad un destino sentimentale che ci sembra avverso è un percorso interiore nelle assenze nelle mancanze,per scoprire energie vitali di cui siamo provviste, anche se non sembra. Disdire l'abbonamento a quell'idea di fragilità e capire che noi siamo per noi stesse e non in virtu' di chiunque altro,che nasciamo e moriamo da sole e che,quindi qualsiasi altra condizione e' semplicemente illusoria .Bisogna prendersi del tempo per se' ,elaborare ,stare da sole .Bisogna fare un lavoro attivo su noi stesse per scoprire modi liberi di vivere le relazioni, non per completarci o salvarci ma espanderci, godere quanto piu'' possibile la vita.Scopriamo cosi' che nessuno mai potra' amarci piu' di noi stesse e che qualunque altro elemento e' accessorio.
Nella vita ci sono storie e poi c' e' l'amore importante ,unico quello che ti cambia.
Quando cio' avviene ,bisogna ritenersi fortunati perche' quello che viviamo restera' con noi per sempre .......e anche se un giorno dovesse costituire un ricordo ....saremo consapevoli di avere avuto talmente tanto ,da poterne fare tesoro per il resto dei nostri giorni......e non ci sara' confonto mai ..........
E cosi'quando siamo strappati da rapporti importanti, inevitabilmente soffriamo.
In questo senso siamo sempre dipendenti nell'amore.
Ma spesso le cose si complicano. Non siamo mai così privi di difese, come nel momento in cui amiamo rifletteva Freud, perché nell'amore mettiamo le parti più fragili di noi. Queste possono non essere abbastanza organizzate e quindi renderci estremamente vulnerabili, alla ricerca disperata di un riconoscimento affettivo, di un amore incondizionato, quello che non abbiamo mai avuto. Tentiamo di saldare crediti emotivi che appartengono ad esperienze che affondano nel passato. Qualcuno non ci ha amato abbastanza, ci ha detto che non valiamo, che dobbiamo fare di tutto per meritarci l'affetto. Abbandono, rifiuto, svalutazione, li abbiamo già conosciuti.
E allora ci tormentiamo nell'illusione di poter cambiare le cose .Ci aggrappiamo ad una storia alimentandoci del rifiuto, negando noi stesse, imprigionate nell'assurda convinzione di farsi amare da chi ,invece ci dimostra l'esatto contrario.
Diventiamo "drogate" di relazioni tossiche, dipendenti affettivamente, nonostante ci facciano stare male .
Affondiamo in una condizione di disperazione, paura, incertezza ,insoddisfazione,dalla quale non riusciamo a sottrarci.
Il cammino per sottrarsi ad un destino sentimentale che ci sembra avverso è un percorso interiore nelle assenze nelle mancanze,per scoprire energie vitali di cui siamo provviste, anche se non sembra. Disdire l'abbonamento a quell'idea di fragilità e capire che noi siamo per noi stesse e non in virtu' di chiunque altro,che nasciamo e moriamo da sole e che,quindi qualsiasi altra condizione e' semplicemente illusoria .Bisogna prendersi del tempo per se' ,elaborare ,stare da sole .Bisogna fare un lavoro attivo su noi stesse per scoprire modi liberi di vivere le relazioni, non per completarci o salvarci ma espanderci, godere quanto piu'' possibile la vita.Scopriamo cosi' che nessuno mai potra' amarci piu' di noi stesse e che qualunque altro elemento e' accessorio.
Nella vita ci sono storie e poi c' e' l'amore importante ,unico quello che ti cambia.
Quando cio' avviene ,bisogna ritenersi fortunati perche' quello che viviamo restera' con noi per sempre .......e anche se un giorno dovesse costituire un ricordo ....saremo consapevoli di avere avuto talmente tanto ,da poterne fare tesoro per il resto dei nostri giorni......e non ci sara' confonto mai ..........
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